Die Mauer Arte Contemporanea

News

Zero Zero   -   Carlo Colli

Zero Zero - Carlo Colli

10 Aprile 2021

Curatore: Riccardo Farinelli cortesy: galleria Die Mauer arte contemporanea Ancora una volta gli spazi esterni della settecentesca villa Rospigliosi di Prato divengono il privilegiato contesto di un inedito processo di genesi e di ricezione intorno all’arte contemporanea. E’ il percorso avviato dal progetto ChorAsis: “lo Spazio della Visione”, dove la relazione tra artista, la creazione dell’opera in un determinato sito e il ruolo attivo del fruitore sono il centro di una osservazione attenta ad un nuovo approccio e confronto. Un terreno fertile sul quale stimolare domande, porre riflessioni, sviluppare processi creativi. ZERO ZERO il nuovo progetto site specific realizzato dall’artista Carlo Colli e curato da Riccardo Farinelli nel parco-giardino di villa Rospigliosi, con inaugurazione domenica 21 marzo alle ore 16:00 ed aperto al pubblico fino al 5 aprile 2021. ZERO ZERO una riflessione sul monumento e sulla transitorietà la cui maturazione avanza attraverso una procedura lenta di sottrazione per giungere alla essenzialità della sintesi. Nel confronto tra individuo, collettività e monumento Carlo Colli stigmatizza atteggiamenti e modi di sentire, invitando a considerare il Tempo come realtà motus continui. ZERO ZERO un progetto espositivo dai modi formali semplici e scarni, mirati a far muovere fisicamente e intellettualmente il visitatore. “00”, frasi e spazi che trasformano il visitatore a cui si rivolgono nel momento stesso in cui li legge e li decifra in quello che gli viene dichiarato. Con un medesimo mutare determinato, saranno gli elementi esterni a dissolvere e trasformare ciò che non potrà mai rimanere immobile, mentre la villa settecentesca, con la sua forza storica persistenza, rappresenta il contrasto inconfutabile a tanto dinamismo. Una ricerca, quella di Carlo Colli, sull’idea di tempo e del Tempo. Un tempo inesistente nel suo farsi, effimero, mai uguale. Aggiungendo ad un teso esercizio quotidiano un’idea totalizzante, capace di coinvolgere il vivere del giorno in giorno. L’auspicio, guadagnare calma pur considerando l’inafferrabilità, la fluidità, l’inarrestabilità terribile con le sue leggi che si possono solo vivere più che comprendere. L’invito, non rinunciare a domandare, seppur accettando la mutevolezza non avendone il controllo e avvertendo di farne parte. Una presa di coscienza dalle infinite connessioni che legano gli umani tra loro e con il resto del pianeta. Un sentimento visionario capace di sentire il respiro della Storia.

Carlo Colli nato in Sicilia vive a Firenze dagli anni della frequenza all’Accademia di Belle Arti. La sua una ricerca destrutturante e sottrattiva che ruota sulla perenne relazione dell’inarrestabile scorrere del tempo e il cambiamento dello stato delle cose verso una riflessione sulla liquida e labile dimensione che caratterizza la cultura contemporanea. Nel suo linguaggio, post, skin, recompose, interventi installativi, opere di carta, uso di materia organica e deperibile metafora della caducità del nostro tempo. Presente in diverse collezioni pubbliche e private in Italia ed all’estero, numerose le partecipazioni a personali e collettive a cura di Bruno Corà, Tommaso Evangelista, Luca Sposato, Pietro Gaglianò. A Prato presente presso la galleria Die Mauer e nel catalogo “ la fine del mondo” del Centro Pecci.